venerdì 28 luglio 2017

Artigiandando 2017

Lungomare S'Archittu. Adriano Altea e Michele Cubadda ad Artigiandando presentano i vini Altea Illotto. Prossimo appuntamento il 18 agosto. Vi aspettiamo!

martedì 2 maggio 2017

I vini Altea Illotto a Gusto Nudo 2017






Domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio,  si è tenuta a Bologna la Fiera dei vignaioli eretici, quest’anno ospitata negli splendidi spazi dell’ex Ospedale dei Bastardini (Via Massimo D’Azeglio 41). Un’occasione unica per conoscere i vignaioli amici di Gusto Nudo, assaggiare e acquistare i loro prodotti, in un clima di festa e di convivialità.


L' obbiettivo di questa fiera è stato quello di mettere l’accento sulla figura dell’agricoltore, che è presidio di umanità, valorizzatore di biodiversità, custode del paesaggio, narratore dei territori.

lunedì 24 aprile 2017

In fundo


Imbottigliato per la prima volta a fine aprile del 2017, in fundo è una vendemmia tardiva di Moscato, vitigno tradizionalmente allevato nella zona di Sibiola per la produzione di vini da dessert.
Di un luminoso giallo dorato, con note decise di miele e frutta secca, tra cui spicca in particolare l'albicocca, è un vino di grande eleganza, con una dolcezza non invadente in perfetto equilibrio con la salinità che si apprezza in modo deciso in bocca.
Nell'etichetta un disegno di Michele Cubadda della chiesetta campestre di Santa Maria di Sibiola, che da il nome alla zona in cui è ubicato il vigneto.



domenica 26 marzo 2017

Germogli (spiegamento delle foglioline)

cannonau
nasco

carignano

domenica 19 marzo 2017

Germoglia la prima gemma di monica

Gemma cotonosa nel vitigno monica

domenica 26 febbraio 2017

domenica 19 febbraio 2017

sabato 18 febbraio 2017

Alberelli di monica

Az.Altea Illotto. Vigneto Su Pranu - comune di Serdiana


mercoledì 21 dicembre 2016

I Sardi i primi a fare vino nel Mediterraneo

Dopo la scoperta del gennaio 2015  che  affermava che i sardi sono stati i primi a coltivare la vite  nel Mediterraneo quasi tremila anni fa, in questi giorni è stata divulgata la notizia che i Sardi furono i primi a vinificare nel Mediterraneo.
La nuova scoperta è, come la precedente, merito dell'equipe archeobotanica del Centro Conservazione Biodiversità dell'Università di Cagliari, guidata dal professor Gianluigi Bacchetta.
I ricercatori questa volta hanno esaminato i residui organici contenuti all’interno della vasca di un torchio a torricella risalente all'Età del Ferro (questo tipo di reperto è il più antico del mediterraneo), un manufatto in arenaria ritrovato nel 1993 nel villaggio nuragico di Bia de Monti - Monte Zara (900/850 - 725 a.C.) dall'archeologo  Giovanni Ugas.
Le analisi chimiche hanno confermato le ipotesi avanzate proprio dall'archeologo, che per primo ipotizzò l'utilizzo del torchio per la spremitura dell’uva in epoca nuragica.
Infatti, sulla superfice della vasca, gli esperti del Dipartimento di Chimica hanno trovato tracce di acido tartarico (acido presente  esclusivamente nell’uva e nel vino) confermando che quel torchio serviva proprio a produrre vino.
Conclusione: i sardi sono stati sicuramente i primi a fare il vino nel Mediterraneo e molto probabilmente del vino rosso come risulta dalle analisi.


domenica 27 novembre 2016

Piccola rassegna di storie e vino a Cagliari

Locandina
Pranzo domenicale

sabato 12 novembre 2016

mercoledì 26 ottobre 2016

Guida al Vino Critico


L'unica Guida fuori dal coro. 
L'unica che non da bicchieri, bottiglie, monete e quant'altro, ma entra nei vigneti e nelle cantine e racconta le storie di 101 vignaioli "critici".
L'unica che lascia al consumatore il giudizio sui vini menzionati, in modo che anche il consumatore possa esprimersi fuori dal coro.

I principi e le prassi dei vignaioli raccontati si ispirano alle proposte di Luigi Veronelli (“…la rivoluzione, le sue possibilità, sono nei campi…”), che a questo movimento dedicò i suoi ultimi anni.
101 vignaioli che meritano di essere conosciuti, magari “camminando” le loro vigne, perché hanno una storia da raccontare: i loro vini sono testimonianza di passione, umanità, rispetto per la terra, rifiuto di ogni omologazione.
 Il loro non è solo un “vino buono”: è un vino “irripetibile” perché dà emozione e fa pensare; ma è anche un bene culturale, uno strumento di convivialità, un’espressione del territorio.