martedì 8 dicembre 2009

Approvato il Manifesto dei Vignerons d’Europe



Lunedì 7 dicembre a Firenze, nella solenne cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, un migliaio di vignerons provenienti da diversi paesi europei hanno approvato la loro carta costituente.
Il documento è il frutto dei due giorni di lavori a Montecatini Terme, in occasione di Vignaioli & Vignerons, dove i vignorons europei, in seguito all’invito di Slow food e della Regione Toscana, si sono ritrovati insieme ad importanti esponenti del mondo dell'agricoltura e della cultura (tra cui Carlo Petrini), per affrontate le tematiche di fondo sul ruolo del vignaiolo.
Riunire i vignerons provenienti da sedici paesi europei (dalla Francia alla Georgia) e trovare l’accordo in un Manifesto comune è un risultato eccezionale e servirà ad avere più peso all’interno dell’UE , in questo senso il portavoce di tutti i vignaioli europei sarà la CEVI (Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti) che era presente con il presidente Xavier de Volontat.
Il manifesto deve essere inteso come documento di una comunità di vigneron che considera ogni bottiglia di vino un prodotto culturale, fatto di storia, territorio, tradizione e identità
Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia, dopo la lettura del documento, ha così concluso: «Questo manifesto ha un importante significato perché molti vigneron già mettono in pratica le sue linee guida. I produttori che si sono riuniti in questi giorni stanno infatti creando un movimento che combatte l'omologazione e dà valore alle diversità, ma allo stesso tempo riesce a trovare punti in comune”.
Nel pomeriggio, in P.za Santissima Annunziata, si è svolto il Mercato dei Vignerons d’Europe, dove i vini dei vignerons partecipanti a Vignerons d’Europe sono stati fatti degustare ai numerosi appassionati di vino accorsi a questo eccezionale evento.

Manifesto di “Vignerons d’Europe 2009”
Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina e della vendita.
Il vino del vignaiolo è vivo, dona piacere, è figlio del suo territorio e del suo pensiero. Espressione autentica di una cultura.
Il vignaiolo considera il consumatore un co-produttore.
Il vignaiolo custodisce e modella il paesaggio nel rispetto della biodiversità e della cultura del proprio territorio, che racconta e arricchisce.
Il vignaiolo come agricoltore si assume la responsabilità di preservare e migliorare la fertilità del suolo e l’equilibrio degli ecosistemi.
Il vignaiolo si impegna a rinunciare all’utilizzo di molecole e organismi artificiali e di sintesi con l’obiettivo di tutelare il vivente.
Il vignaiolo governa il limite in tutti i suoi impegni ricercando l’ottimo, mai il massimo.
Il vignaiolo si assume la responsabilità della propria attività nel rispetto dell’ambiente, della salute del consumatore e dei destini della propria comunità e della terra.
Il vignaiolo si impegna a creare e alimentare relazioni con altri vignaioli, agricoltori, produttori di cibo, cuochi, università e istituti di ricerca, educatori e cittadini nella propria comunità e nel mondo.
Il vignaiolo pratica la trasparenza: dice quello che fa e fa quello che dice.
I Vignerons d’Europe riuniti a Firenze chiedono alle autorità nazionali ed europee di non ostacolare il loro lavoro con regolamenti adatti all’industria ma non alle loro particolarità.