venerdì 25 febbraio 2011

L’allevamento della vite a Guyot

Il sistema di allevamento a Guyot prende il nome dallo studioso francese che gli ha dato notorietà, ma era già utilizzato  ai tempi dell'Impero Romano, infatti è perfettamente descritto da Columella.
È il classico sistema a potatura mista, in quanto è costituito da un tralcio a potatura corta, lo sperone e un tralcio a potatura lunga, il capo a frutto.
Il Guyot è costituito da un fusto alto 50-80cm da cui si dipartono uno sperone con 2 gemme e un capo a frutto con un massimo di 10-12 gemme.
Per mantenere questa forma di allevamento al momento della potatura secca si asporta il capo a frutto dell’anno precedente (taglio del passato) mentre dei 2 tralci formatisi dalle 2 gemme lasciate sullo sperone, quello più vicino al ceppo è accorciato a 2 gemme per costituire il nuovo sperone (taglio del futuro), quello più distante, destinato alla formazione del nuovo capo a frutto, viene raccorciato, in base alla vigoria del ceppo, a 6-10 gemme (taglio del presente) e legato orizzontalmente ad un filo.
Tale allevamento permette di perseguire fondamentalmente due obbiettivi: la regolazione della produzione di uva in base alla vigoria di ogni singola pianta per mezzo della gestione del capo a frutto, la longevità della pianta per l’esecuzione di tagli poco importanti al momento della potatura secca.
Il Guyot Poussard è una variante del Guyot ed è caratterizzato da un fusto biforcato in due branchette, da cui si dipartono, alternando con gli anni la branca d’origine, un capo a frutto con sperone basale e sulla branca opposta un altro sperone.
Questa variante del Guyot serve principalmente a garantire una migliore distribuzione del flusso linfatico e a ridurre le dimensioni dei tagli di potatura.
Nella zona di Serdiana è particolarmente diffusa la forma di allevamento a Guyot ed in particolare la sua variante Poussard, conosciuta nella zona col nome dialettale di carriadroxia cun s'appicamantella. Nell nostra azienda utilizziamo questo sistema su alcuni vitigni  quali il Nasco, il Vermentino e il Bovale Sardo.